| Buongiorno a tutti, saluto il Senatore Candido De Angelis, saluto il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini, saluto il Generale di Brigata Umberto Maria Castelli, saluto le rappresentanze combattentistiche e partigiane, saluto i rappresentanti delle Forze Armate e dei corpi di polizia operanti sul nostro territorio. La data del 25 aprile è stata scelta per celebrare la Liberazione dell'Italia dall’occupazione delle forze nazifasciste: nell'aprile del 1945 le maggiori città italiane del Nord Italia insorsero contro gli occupanti ed esattamente il 25 aprile di sessantacinque anni fa le città di Milano e Torino vennero liberate dalle forze partigiane italiane. Gli eventi bellici, sociali e umani che avvennero nell'aprile di sessantacinque anni fa e che portarono quindi alla Liberazione d'Italia e al ritorno della democrazia sono quindi il frutto di una lungo processo di maturazione degli italiani, costretti a toccare con mano, anzi a subire direttamente in prima persona, gli inevitabili orrori che comporta una dittatura e uno stato militarizzato. In Italia, pur nel caos dei combattimenti in corso tra Alleati e occupanti tedeschi, ci fu chi comprese che non si poteva rimanere impassibili ad assistere alla guerra portata sul nostro territorio: i partigiani decisero di impegnarsi, di contribuire in prima persona allo sforzo per il ritorno della democrazia, spesso pagando con la vita il loro attaccamento agli ideali che difendevano, per se stessi e per gli altri. Perché, non dimentichiamolo, la democrazia è un bene di tutti e chi la difende compie comunque un atto di generosità e altruismo: la tirannia porta benefici solo a pochi e chi la difende cerca sostanzialmente di proteggere i propri interessi, la democrazia invece è tale solo se è davvero disponibile a tutti e chi la difende combatte anche per tutelare i diritti di chi al contrario vuole affossarla. Ci sono dei valori, delle leggi universali che non potranno mai essere cancellate da nessun atto dispotico e antidemocratico: la natura stessa dell'uomo e lo spirito dell'animo umano chiedono il rispetto dei valori della libertà, dell'uguaglianza, del rispetto reciproco; le leggi fasciste e naziste degli anni Trenta e Quaranta, come ad esempio le terribili e inique leggi razziali, e le leggi dittatoriali di qualsiasi epoca, scritte e pensate esclusivamente per tutelare chi esercita il potere, tutte queste leggi non possono in alcun modo cancellare la volontà e il bisogno di libertà che sono inscindibili dalla stessa anima dell'uomo. Per questo motivo ho sempre detto e ripetuto che in quei terribili anni c'era una parte giusta e una parte sbagliata: c'era chi riconosceva a tutti, e sottolineo ancora il concetto di tutti, a tutti gli uomini pari diritti e dignità, e c'era invece chi militava nelle fila di chi pretendeva di derubare gli altri di questi diritti inalienabili. Il recupero della democrazia e il ritorno della libertà hanno richiesto un altissimo tributo di sangue: noi nettunesi sappiamo bene cosa ha significato lo sforzo bellico contro l'oppressione nazifascista, e quale prezzo abbiano dovuto pagare gli Alleati nella loro lunga avanzata attraverso la penisola italiana. L'impegno profuso dai partigiani ha contribuito al riscatto del nome dell'Italia: la Liberazione, che non sarebbe mai potuta avvenire senza i sacrifici compiuti da soldati Americani, Inglesi e dell'intero Commonwealth, ha visto gli italiani combattere in difesa delle proprie libertà sottratte dalla dittatura. Per questo motivo oggi siamo qui in piazza, per ricordare tutti coloro che non rimasero alla finestra ad attendere gli eventi e ad accettare supinamente le conseguenze che ne sarebbero scaturite, ma decisero di percorrere la difficile e pericolosa strada dell'impegno personale e della lotta partigiana. Quanto fatto dai partigiani andrebbe disperso se noi, qui ed oggi e in tutti gli anni a venire, non ricordassimo che esistono dei valori assoluti, che a loro volta vanno tutelati e difesi: la Costituzione Italiana, frutto ed eredità delle lotte per la democrazia, riconosce nei propri articoli i diritti inviolabili dell'uomo, diritti che nessuna dittatura potrà mai offuscare, neanche con la violenza delle armi. Vi ringrazio ancora tutti per essere oggi qui presenti, e mi impegno insieme a voi a non smarrire mai il senso profondo della celebrazione dell'Anniversario della Liberazione. Viva Nettuno, viva l'Italia.
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