| Buongiorno a tutti, saluto il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini, saluto il Senatore Candido De Angelis, saluto i rappresentanti delle Forze Armate e dei corpi di polizia operanti sul nostro territorio e tutti voi cittadini di Nettuno venuti oggi a festeggiare l'Anniversario della Repubblica Italiana. Il 2 giugno del 1946 la storia dell'Italia cambia per sempre: la scelta del referendum a favore della Repubblica dà l'avvio ai lavori dell'Assemblea Costituente, lavori che portarono all'approvazione della Costituzione Italiana nel 1948. Lo Stato Italiano, così come oggi noi lo conosciamo, prese corpo proprio tra le date del 2 giugno del 1946 e il 1 gennaio del 1948, giorno in cui la Costituzione entrò in vigore: per gli italiani questo significava il ritorno definitivo alla democrazia. La Resistenza, la Repubblica e la Costituzione sono legati da un unico filo, un processo storico che prende inizio dagli atti di opposizione alla dittatura e all'occupazione nazifascista e trova conclusione nel riconoscimento dei diritti dell'uomo e del cittadino. Perché la Costituzione altro non è che la scrittura nero su bianco dei diritti di tutti noi, è il riconoscimento delle nostre legittime aspirazioni alla felicità e alla prosperità e, infine, si preoccupa della tutela di tali criteri sociali e individuali. Per comprendere quello che intendo dirvi non è necessario essere un giurista: l'Articolo 2 della nostra Costituzione recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”, mentre l'Articolo 3 aggiunge che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell'uomo, non li stabilisce; c’è un importante significato inserito in questa frase: l'uomo nasce insieme ai propri diritti, ed è compito della Repubblica difenderli, eliminando gli ostacoli che si frappongono tra l'individuo e la propria libertà. Ogni cittadino è tutelato dalla Repubblica: le istituzioni democratiche e repubblicane sono gli strumenti che mettono in pratica queste forme di tutela e che permettono alla società di cercare la propria via verso lo sviluppo. La collettività, nella sua forma istituzionale di Stato, avrà sempre il dovere di occuparsi della persona, dell'individuo inteso come singolo o famiglia. In tal senso voglio riportarvi alcune parole del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pronunciate proprio in occasione dell’Anniversario della Repubblica: “In questo momento, sentirsi nazione unita e solidale, sentirsi italiani, significa riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e dell'incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro”. Noi abbiamo l'orgoglio di sentirci italiani, abbiamo l'orgoglio di sentirci una nazione unita e abbiamo l'orgoglio di dire che solo la Repubblica può garantire la presenza di uno Stato solidale che si preoccupi davvero dei problemi di tutti noi. Impariamo ad amare la Repubblica per le libertà e le tutele che ci offre, impariamo a farne parte per il senso di solidarietà che dobbiamo ai nostri concittadini, e infine impariamo a ricordare quali sforzi e quali sacrifici siano stati necessari per la nascita della Repubblica Italiana nella sua forma istituzionale sancita dalla Costituzione: solo così potremo essere realmente consapevoli del nostro essere cittadini italiani. Viva l'Italia, viva la Repubblica, viva Nettuno.
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