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Forte

ANTIQUARIUM COMUNALE

  L’Antiquarium Comunale è ospitato nel cinquecentesco Forte Sangallo.
L’edificio, collocato in riva al mare, fu voluto da papa Alessandro VI Borgia, allo scopo di rafforzare il sistema difensivo costiero del territorio a sud di Roma, e fu realizzato, tra il 1501 e il 1503, da Antonio da Sangallo il Vecchio. Impostato su un basamento naturale di pietra arenaria (macco) rivestito con una cortina di laterizi, ha pianta quadrilatera di circa 42 m. per lato con i quattro bastioni angolari cuoriformi. Al Forte si accede oggi attraverso un ponte su arcate che collega l’edificio alla strada che unisce Nettuno alla vicina Anzio. Oggi il Forte Sangallo è il centro culturale della città, luogo in cui convergono eventi, mostre, conferenze, oltre che splendida cornice all’esposizione dei reperti archeologici.

 

        preistoria                                     pre

 

SEZIONE DI PALEONTOLOGIA E PREISTORIA

  L’itinerario di visita inizia dal portico Marcantonio Colonna – entrando nel cortile, a sinistra – dove è stata allestita la Sezione di Paleontologia e Preistoria dell’Antiquarium. L’esposizione, di recente inaugurazione,è ordinata per quanto possibile secondo criteri cronologici e geografici. Nelle prime vetrine si possono osservare resti fossili di diverse specie di animali, che nel Pleistocene Medio e Superiore (a partire da circa 600.000 anni fa) avevano trovato lungo i corsi d’acqua del territorio di Nettuno un habitat particolarmente favorevole Le vetrine da 3 a 9 sono dedicate al Paleolitico (a partire da 300.000 anni fa). Nella vetrina 10 si possono osservare manufatti su ossidiana, la cui industria inizia nel periodo neolitico. Nella parte superiore della vetrina 11 sono esposti reperti riferibili ancora al Neolitico, una raccolta considerevole di punte di freccia e asce in pietra levigata; sono presenti inoltre alcuni levigatoi e una macina in pietra vulcanica. Nel resto dell’esposizione sono presenti testimonianze dell’età del Bronzo e del Ferro. Sono stati realizzati dei pannelli murali con le ricostruzioni delle faune pleistoceniche e un grande pannello, che copre tutta la parete est, con una selezione di ingrandimenti di reperti significativi, inseriti in un quadro periodico dal Pleistocene medio all’età del Ferro. Un altro pannello mostra l’ubicazione di tutti i siti da cui provengono i reperti esposti. 

 

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SEZIONE ROMANA

  Al piano nobile ha sede invece la sezione romana dell’Antiquarium, allestita con un criterio tematico. La Sala Cesare Borgia è dedicata ai reperti relativi all’ambiente e alle attività legate al mare e ai commerci. La maggior parte dei reperti esposti proviene da Torre Astura, un sito frequentato fin dalla preistoria, ma che soprattutto in epoca romana è stato particolarmente in uso, grazie al fatto di avere un porto sul fiume Astura, che costituiva una via di comunicazione dal mare fino a Satricum. Sono presenti: una cospicua collezione di anfore da trasporto, esempi di ancore, elementi metallici pertinenti alle vele e alle reti, vasellame usato a bordo delle navi. Un monetiere raccoglie una selezione di monete che vanno dall’età tardo repubblicana fino all’età tardo imperiale; un capitello corinzio-italico in marmo lunense e un mosaico pavimentale riconducibile al tipo dei Navalia provengono dalle ville marittime con peschiera presenti nel settore di costa fino a Torre Astura. Altri reperti relativi alle ville marittime si trovano nella Sala 16 maggio 1503: si tratta di elementi architettonici e di arredo della pars urbana delle ville, alcuni frammenti di statuaria, terrecotte architettoniche, vasellame a vernice nera, ma anche di elementi più prettamente pertinenti alla pars rustica, ovvero produttiva, come pesi da telaio, serrature, oggetti in ceramica comune. Fra le terrecotte architettoniche rilevanti sono le antefisse a palmetta e soprattutto a maschera teatrale. In questa stessa sala la tematica si allarga ad abbracciare anche l’aspetto funerario, legato alla viabilità e alla presenza di monumenti funerari nel territorio. Sempre nella Sala 16 maggio occupa un posto di riguardo il sarcofago con eroti alati che sorreggono il clipeo con all’interno il busto ritratto del defunto (seconda metà del III sec. d.C.). Nella Sala 11 maggio 1503 si possono invece osservare reperti relativi all’aspetto sacro: nelle vetrine sono esposti ex voto anatomici e zoomorfi, statuette fittili e vasetti miniaturistici, che abbracciano un arco cronologico compreso fra il III e il I secolo a.C. Dal sito di Torre Astura provengono inoltre molte lucerne e alcuni bolli laterizi.

MUSEO DELLO SBARCO

  Nel Forte Sangallo è presente anche un piccolo Museo dello Sbarco. Lo sbarco delle truppe anglo-americane, nome in codice “Operazione Shingle”, guidata dal Maggiore Generale dell’ U.S. Army John Porter Lucas, Comandante del VI Corpo d’Armata statunitense, coinvolse la zona del litorale laziale dal Poligono Militare di Nettuno fino a Tor San Lorenzo, ed ebbe inizio sabato 22 gennaio 1944. All’operazione militare parteciparono, oltre alle truppe anglo-americane anche quelle del Commonwealth, tra cui quelle australiane, sudafricane e neozelandesi, nonché contingenti francesi, olandesi e greci. Il museo si articola in tre stanze ed una piccola galleria, dove sono conservati oggetti della vita quotidiana dei soldati sia alleati che tedeschi (kit di sopravvivenza del soldato inglese, bandiere, giornali e foto d’epoca, fucili e pistole, elmetti, una ricetrasmittente, divise dei vari schieramenti, gavette con incisione del nome del proprietario, etc.).

                                                    

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