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Brovelli Soffredini Giuseppe

Nacque a Nettuno 16 maggio 1863, figlio di Giovanni e di Paola Censi. Fu storico, scrittore e pittore. Autore del libro “Neptunia“, Roma 1923. Scrisse, fra l'altro, una piccola monografia dal titolo “Antonio Ongaro, la sua cittadinanza ed il suo poema“, Roma 1911. Dipinse per primo l'effige di Santa Maria Goretti, basandosi su testimonianze di persone che la conobbero e su alcune fotografie delle sorelle della Martire. I suoi quadri, non troppo numerosi, sono stati disseminati un po' dovunque, dopo la morte del fratello Pietrantonio, col quale si estinse il ramo nettunese dell’antica famiglia. Sono opera sua un autoritratto del 1911, una grande tela raffigurante la rappresentazione dell'Alceo di Antonio Ongaro, recitata nel palazzo Colonna di Nettuno nell'anno 1581, un ritratto di S. Maria Goretti del 1929 (conservato nella cappella dedicata alla Santa, nell'edificio della “Divina Provvidenza“) e gli affreschi eseguiti nella chiesa di san Francesco, raffiguranti la battaglia di Lepanto. Un'esposizione, purtroppo non completa, dei quadri di G. Brovelli Soffredini, è stata curata dal Comune di Nettuno, dal 6 al 30 maggio 2001, nel Forte Sangallo. Ricoprì la carica di agente consolare di Francia presso il porto di Anzio, carica che i Brovelli si trasmettevano di generazione in generazione. Al Museo Napoleonico di Roma si conservano la feluca che egli indossava nelle cerimonie ufficiali e il sigillo che apponeva sopra gli atti. Abitò prima in piazza Gelso (oggi Segneri-Soffredini, nel borgo di Nettuno) e in seguito, dal 1922, nella nuova residenza in piazza San Francesco. Dedicò tutta la sua attività di scrittore e pittore quasi esclusivamente ai paesaggi, al folklore, agli avvenimenti, che coinvolsero la città di Nettuno. Infatti nei suoi quadri troviamo vedute del colle di Nettuno, di Villa Borghese, le marine che effigiano il vecchio borgo, la chiesa di san Francesco, numerose donne disegnate in costume nettunese, molti quadri che rappresentano la processione della Madonna delle Grazie. Morì il 26 novembre 1936.

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