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Targa n. 2
Il portale istituzionale del Comune di Nettuno (RM)

La seconda targa storica si trova in questo muro che costeggia la discesa di via della Resistenza Nettunese che, dalla piazza Giuseppe Mazzini, porta agli stabilimenti balneari.

La foto riproduce ancora i buchi delle raffiche di mitra che i tedeschi spararono addosso ai giustiziati.

Prima che gli americani venissero su dalla spiaggia anche Nettuno visse un periodo tragico. Sullo sfondo le macerie dell’Italia dell’8 settembre, abbandonata a se stessa.

Alle ore 19 e 42 dell’8 settembre 1943, il re Vittorio Emanuele III fece annunciare, per radio, al maresciallo Pietro Badoglio, l’avvenuto armistizio con gli anglo-americani. Qualche ora dopo tutti e due fuggirono a Brindisi lasciando gli italiani nel completo abbandono.

A Nettuno, la mattina successiva, cioŔ il 9 settembre, alle ore cinque del mattino, il reggimento d’artiglieria di stanza alla caserma Piave fu svegliato da un reparto tedesco che, con le mitragliatrici piazzate sulle terrazze e sui tetti delle case circostanti, gli intimava la resa.

Due ore pi¨ tardi, a piazza Mazzini, altri tedeschi puntarono un cannoncino contro il palazzo del presidio militare e gridarono con un megafono agli ufficiali d’arrendersi.

 

We’ll find the second historical plaque in the wall which runs along the descent of Via della Resistenza Nettunese. It is the road that from Piazza Giuseppe Mazzini leads to the seaside resorts. On this wall are still visible the holes from the machine-gun bursts that the German soldiers fired on the executed people. Before the Americans came up from the beach, also Nettuno, as many towns in Italy, experienced a tragic period. In the background were the ruins of Italy abandonated since the 8th September when at 7.42 pm. King Vittorio Emanule III had Marshal Pietro Badoglio announce the armistice with the Anglo-Americans by radio. A few hours later both fled to Brindisi leaving the Italian in complete abandonement. The following day, i.e on September 9th, at five o’clock in the morning, the Artillery Regiment stationed at the Piave Barracks, was awakened by a German unit which, with machine-guns positioned on the terraces and windows of the surronding houses, demanded to surrender. Two hours later, in Piazza Mazzini, other Germans aimed a small cannon  at the building of the military garrison and shouted through a megaphone to the officers to come out with hands up

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